lunedì 13 marzo 2017

LA DURA VITA DELL'AIUTO CUOCO

Lasciato l'ufficio, lasciata la mia amata Italia, mi sono trasferita in Inglesia e qui sono stata accolta come se fossi a casa, letteralmente, ovunque mi sia trovata ad andare.
Dopo tre mesi di fancazzismo riposo, mi sono messa a cercare lavoro: un pomeriggio sono uscita con qualche curriculum e mille paure e sono andata a bussare alla porta di quelle attività che, pensavo, avrebbero fatto per me, non volendo rincartapecorirmi di nuovo dietro una scrivania puntando a dare una nuova dimensione alla mia vita lavorativa.
Prima di tutto sono andata a supplicare cercare lavoro in ben due tolette per cani, purtroppo senza troppa fortuna.
Poi, incoraggiata da un passante che "Anche io sto cercando lavoro, ma tanto qui non c'è trippa per gatti", sono entrata in questa tavola calda deserta e dall'aspetto vecchiotto, alla fine della via principale, tanto che non sapevo neppure della sua esistenza.
La ragazza dietro al bancone prese il mio curriculum e mi disse che lo avrebbe dato al capo. Certo. Come no. Dicono tutti così.
Il pomeriggio successivo, avevo già un appuntamento con il mio nuovo capo, che per questioni di privacy chiameremo Gion. 
E chi l'avrebbe mai detto??
Assunta come aiuto cuoco, nonostante da subito abbia messo in chiaro della mia totale ignoranza e incapacità in cucina e nonostante mi sia offerta come lavapiatti, ho cominciato la mia avventura alla tavola calda, che per ragioni di sicurezza diplomatica chiameremo Festa Rotolante.

E da qui, comincia La Dura Vita dell'Aiuto Cuoco, ma, siccome non mi va di cambiare il titolo per ragioni di sicurezza informatica, questo blog continuerà a mantenere il suo vecchio nome!
Spero mi seguirete nei nuovi deliri e nelle nuove avventure che riempiono le mie nuove giornate a lavoro e spero sapranno strapparvi un sorriso!
Ciao a tutti!

lunedì 27 febbraio 2017

Bidelle e sederi: cose belle da condividere.

Secoli che non aggiorno e allora ecco qui ben due foto (ullallà!) per farmi perdonare!
Nella prima, potete amirare un ritratto iperrealistico (no, giuro) della bidella dell'asilo dove andavo.
Sì, i piedi ce l'aveva, perennemente nei calzettoni grigi e nelle ciabatte.
L'espressione era più o meno sempre quella, salvo sorridere qualche volta (non a me, che io ricordi).
Anzi, questa è proprio l'espressione che aveva quel giorno... Quando mi sorprese ad arrampicarmi sul termosifonr del bagno, per affacciarmi dal finestrone... Ricordo quel momento come fosse ieri ^^' (ma per fortuna ho rimosso le cinghiate che la maestra mi diede come punizione i rimproveri accesi della maestra -_-' altri tempi, ragazzi, altri tempi)...
Ah, sì, aveva anche le mani!


Le Jacket Potatoes sono questa cosa magnifica che gli Inglesi cucinano: patatone al forno, farcite con gli ingredienti più disparati, dal formaggio al tonno, dai fagioli al chilli, un giorno vi posto qualche ricetta sull'altro blog, promesso *.*
Ovviamente, prima di metterle in forno, dato che vanno con tutta la buccia, vanno lavate e spazzolate bene.
Ed ecco che, una mattina, durante l'operazione di lavaggio, mi sono ritrovata fra le mani, la PATATA SEDERE.
No, ma dico, guardatela e poi ditemi se non è proprio un sedere! XD


Non so a chi sia capitata, né con quale ripieno e sinceramente non voglio saperlo ^^'
Fra l'altro oggi Steve ha trovato una pera sedere.
Che bello il reparto ortofrutta, quissù!

E così, chissà se riuscirò ad essere più costante? Io non faccio programmi su questo, che tanto poi mi si sconquassano sempre tutti!
Un abbraccio a tutti!